L’ad Luca Baraldi ospite di Radio Bologna Uno

Bologna, 29 maggio –

Nella pomeriggio di ieri, l’ad di Virtus Segafredo Bologna, Luca Baraldi, è stato ospite ai microfoni di Radio Bologna Uno.

Su Alibegovic, neo acquisto di Virtus Segafredo Bologna:
“Sia il nostro Direttore Generale Ronci che il nostro Head Coach Djordjevic hanno avuto le idee molto chiare. Alibegovic è un giocatore che noi stavamo trattando da qualche mese, era uno dei nostri obiettivi di mercato. Avendo già costituito la struttura del Roster, non avremo molti acquisti, pertanto lui era uno di quei giocatori che la Società seguiva da tempo. Il nostro General Manager lo ha avuto a Roma, con il quale ha vinto un campionato di A2, conosceva già le sue caratteristiche e le sue peculiarità. E’ un prospetto di grande valore, ed è ovvio che su questi giocatori ci siano anche gli occhi di altri grandi club, in particolare Milano, il nostro grande competitor. Loro hanno messo sul tavolo le loro argomentazioni, noi le nostre, e il ragazzo, in modo molto intelligente ha valutato quelle che secondo lui più si adattavano alla sua professione, al progetto tecnico, alla crescita in un Roster che può valorizzarlo e alla Società che crede ed investe davvero nei giovani. Giovani che abbiano la mentalità giusta e lui questa mentalità ce l’ha. Per tutte queste ragioni lui ha scelto noi, anche se qualche giornale autorevole lo aveva già accreditato a Milano, peccato che mancassero le firme.”

Sui colpi di mercato di Basket city e sull’affermazione di Bologna nel movimento cestistico nazionale:
“E’ stata una giornata importante per Bologna e per i 50 anni della Lega Basket, anche se qualcuno vorrebbe portarla da qualche altra parte. Noi ci batteremo perché la sede rimanga a Bologna, la sua sede naturale. Siamo felici per la Fortitudo, ci ha colto tutti di sorpresa, credo che il progetto di cui si era parlato a Cremona, possa essere realizzato anche qui, a maggior ragione con il coach della Nazionale Italiana. Devo fare i complimenti al Presidente Pavani e al suo staff. Dobbiamo essere soddisfatti, noi per Alibegovic, che sembrava già destinato ad un competitor sulla carta imbattibile, e loro per aver preso un allenatore che negli ultimi anni ha fatto davvero bene.”

Sulla situazione in Lega:
“La Lega Basket parla tante lingue, in base agli obiettivi delle Società. Noto tanto individualismo e poco spirito di appartenenza, ma anche questo fa parte del percorso di crescita; mentre stiamo riscontrando unità di intenti con la Fortitudo, anche se può sembrare strano a tanti. Sono due Società importanti, che rappresentano una città importante che ha fatto la storia del basket italiano ed europeo. In tante scelte troviamo condivisione. Se il basket italiano non farà determinate scelte, rischierà di restare fermo al palo. Bologna rappresenta il 30% degli incassi del botteghino di serie A, una audience televisiva altissima, sia nazionale e, sicuramente, il prossimo anno anche europea, dato l’ingresso nella Champions League della Fortitudo. Bologna è davvero tornata ad essere al centro del Basket italiano e adesso anche europeo.”

Sul possibile ingresso di Virtus Segafredo in Eurolega nella prossima stagione:
“Noi crediamo di essere un valore per Eurolega. Anche le dichiarazioni di Bertomeu sono per noi molto gratificanti, per avere la possibilità di credere che se ci dovessero essere le possibilità noi siamo pronti o nel caso di tentennamento di qualche squadra che c’è già oppure, cosa più difficile, nel caso di ampliamento a 20 squadre. La Virtus oggi in Eurolega porterebbe grandissimo valore, sia economico che tecnico.”

Tempistiche per il nuovo palasport? 
“Come ho sempre detto, quando il dottor Zanetti fa delle affermazioni le fa a ragion veduta. La prospettiva temporale è di qualche anno, ma già per quanto riguarda la prossima stagione noi vogliamo iniziare lì nella nostra Arena, perché abbiamo visto che può portare grandi benefici a noi e ai nostri tifosi. Se possiamo giocheremo tutte le partite lì. Un evento Lega in Fiera? La Supercoppa no perché noi giocheremo nel padiglione 37, che è quello che stanno costruendo e sarà pronto per fine settembre. In prospettiva certamente, volendo anche una Final Four di Eurolega.”

Virtus già al lavoro per la prossima stagione: 
“La prossima stagione inizierà prima rispetto al solito, Ronci e Djordjevic stanno già pianificando tutto. Noi stiamo lavorando sul mercato da mesi, con obiettivi chiari e vorremmo raggiungerli tutti. Per farlo dobbiamo agire nel totale silenzio, perché il mercato nel basket è molto complicato e delicato, è molto diverso da quello del calcio. Dove ci sono giocatori stranieri ci sono più intermediari, c’è ancora la sensazione da parte di alcuni stranieri di venire in Italia in gita. Noi non vogliamo giocatori in gita ma giocatori che vengano qui con la voglia di vincere e con motivazioni di crescita. Abbiamo visto come quest’anno Teodosic, Markovic, Weems, Gamble, anche lo stesso Hunter, anche se è molto giovane, sono venuti qui con forti motivazione che hanno poi saputo trasmettere agli altri. Noi pensiamo al gruppo: i giocatori da inserire devono essere abili tecnicamente ma devono essere prima uomini. Abbiamo individuato già diversi nomi e ci stiamo lavorando: prima ci arriviamo meglio sarà. Noi rimaniamo nei nostri binari, senza staccarci dai nostri principi, al di là dei soldi che si spendono perché non sempre chi investe di più vince. L’Inter sarebbe Campione del Mondo da trent’anni se ragioniamo sugli investimenti; nel mondo del basket ci sono esempi simili. Noi vorremmo chiudere tutto prima di quanto si prevede.”

La Virtus si è riguadagnata considerazione: 
“La Virtus è tornata ad essere considerata sia come società sia come progetto tecnico, grazie soprattutto al lavoro di Djordjevic. C’è una Società che ha delle linee molto precise, una linea granitica che neanche le cannonate potrebbero spostare. Abbiamo idee chiare e soprattuto giocatori che abbiamo solo noi e ripeto, anche al di fuori dell’aspetto tecnico. Milos Teodosic è un grande campione, anche come uomo. Quando è stato il momento di dare un supporto alla società, visto il danno della pandemia, si è messo in prima linea. Come poi tutti i suoi compagni. Questo è lo spirito di questa squadra. Non si è mai parlato di questo. Ecco perché dobbiamo avere dei giocatori che non vogliono fare le prime donne.”

Un rapporto ottimo anche tra società e tifosi: 
“I nostri tifosi sono fantastici, l’ho sempre sostenuto. È un tifo caldo perché la città vive di basket e di storia. Noi abbiamo una grande responsabilità nel rappresentare questo popolo, perché è un popolo raffinato che ha aspettative, un popolo che ha visto grandissimi giocatori. Per noi è un grande impegno. Noi i nostri tifosi li troviamo ovunque, in Italia e in Europa: il nostro obiettivo è arrivare a 1 milione di tifosi in Italia, adesso siamo a 800mila. Devo ringraziare i tifosi, stiamo lavorando tanto anche per favorire loro.”

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