Uno spritz con lo scrittore…Gianluca Morozzi

Intervista a cura di Naima Scognamiglio

Diciamo che ogni scusa è buona per uno spritz, ancora di più se a farti compagnia è uno dei tuoi scrittori preferiti, fresco di uscita quasi contemporanea di ben due nuovi romanzi, Dracula ed io e Bologna in fiamme, due noir dagli intermezzi esilaranti ambientati in una Bologna finalmente protagonista, con i suoi misteri e i suoi anfratti. Così la dipinge Gianluca Morozzi, scrittore, conduttore radiofonico, petroniano doc decisamente prolifico, grazie al quale sono sicura, molti di voi avranno ancora difficoltà a prendere l’ascensore senza pensare a Blackout…

N: Partiamo da Dracula ed Io, che ha questo background storico molto interessante fatto di citazioni anche sconosciute ai molti, come quella a Franco Mistrali per esempio..

G: Quando si va a toccare un personaggio iconico occorre farlo bene, quindi ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che il primo romanzo italiano sui vampiri e secondo, in ordine cronologico, dopo il racconto di John Polidori, è di un certo Franco Mistrali, giornalista di Parma, che si trasferisce a Bologna per dirigere il più importante giornale locale e che ha anticipato Bram Stoker di quasi trent’anni. A proposito di Stoker poi, mi sono reso conto che molti tendono a sovrapporre il film di Francis Ford Coppola al romanzo, che non sono proprio la stessa cosa. Esistono diverse versioni di Dracula, una addirittura islandese e leggendo i vari scritti ho capito che c’era del buon margine su cui lavorare. Così, ho creato il mio Dracula, che ha 1600 anni perché è nato nel 400 dopo Cristo, ho tralasciato le debolezze ridicole legate all’aglio, all’acquasanta e alla croce mantenendo invece quella più verosimile al sole, ne ho dato una mia personale e rispettabile interpretazione fondendo la figura del vampiro a quella di Vlad l’Impalatore e soprattutto l’ho fatto venire a Bologna, che non è male no?

N: E che non è un caso, se pensiamo che tutti conoscono Bologna come la Grassa la Dotta la Rossa ma che in realtà nasconde misteri irrisolti, come le tombe ritrovate durante gli scavi sotto la stazione ferroviaria o quelli della Cattedrale di San Pietro…

G: Dracula ce ne svela alcuni, come quel circoletto di vampiri che si trova proprio accanto alla basilica di San Petronio (di mia invenzione, ma che sarebbe la vera causa dell’interruzione della costruzione della Basilica) dimostrando che Bologna ha in realtà dei segreti alla luce del sole ma che nessuno nota. Se prendiamo la targa accanto al Roxy Bar in via Rizzoli, che parla di quattro croci poste ai quattro cardini di un mistico circuito in selenite realizzato per difendere la città..ma difenderla da che cosa? Bologna è piena di questi misteri e io ci ho un po’ giocato, diciamo, rendendola scenario di una serie di delitti disseminati nei vari angoli della città, uno tra l’altro vicino a noi in questo momento (indicando la direzione del monumento a Freak Antoni)

N: Quel modo di costruire i delitti in sequenza connessi a monumenti famosi, uno stile avvincente che è stato cavallo di battaglia di Dan Brown, per esempio, dove l’indagine diventa una sorta di caccia al tesoro

G: Nel mondo siamo pieni di città a strati che nascondono secoli e secoli di storia, Bologna apparentemente sembra fatta solo di portici e mattoni, ma se la si guarda dall’alto è una foresta che si presta perfettamente a questo tipo di storia, se pensiamo al fatto che accennavi prima delle tombe misteriosamente ritrovate in zona stazione e cattedrale, che contendono scheletri dal cranio e arti inchiodati ai sarcofagi e che sembrerebbero a tutti gli effetti appartenere a individui sospetti di essere vampiri…

N: Cambiando argomento, un aspetto che accomuna Dracula ed Io a Bologna in fiamme è la presenza di team di amici, fondamentale nella risoluzione dei gialli tra l’altro

G: Il quartetto di amici che troviamo in Dacula ed io l’ho fatto nascere nel 2002 in Luglio, agosto, settembre nero. Sono Lajos, l’Orrido, Lobo e La Betty (rigorosamente con l’articolo)che nel libro ironizzano sul fatto di sembrare personaggi di una sit com, sono molto diversi tra loro ma hanno un legame da dieci anni e abitano tutti insieme, in appartamenti separati nello stesso palazzo dove risiede anche questo Butterfly, il maggiordomo melomane ed anche un po’ erotomane che tiene pulito l’appartamento in vista del ritorno del padrone, una volta al secolo per partecipare ad una partita a scacchi con il suo o la sua sfidante, a seconda del momento, in un osteria inesistente che ho usato però in molti miei romanzi

N: Io che sono come te un’appassionata del Doctor Who (la più longeva serie britannica della storia che ha come protagonista un viaggiatore nel tempo e nello spazio che si fa chiamare il Dottore) ho colto la citazione di Indaco, lo/la sfidante della partita a scacchi che risorge uomo o donna in alternanza proprio come il dottore si rigenera…

G: Non solo, anche il fatto che Dracula abbia un numero limitato di reincarnazioni ma non si sa quante esattamente, o Lajos stesso che è un neo convertito, ha due T.A.R.D.I.S. in camera, uno a grandezza naturale, uno invece è un regalo dell’amico Orrido che a sua volta è un personaggio decisamente amato

N: Parliamo di questo aspetto decisamente splatter che si ritrova in entrambi i romanzi, da cosa deriva? Ho pensato ad un’ispirazione fumettistica, non so, tipo Sin City di Frank Miller

G: Sin City è uno splatter alla Tarantino, più che altro io ho letto molte serie di fumetti della Vertigo e lì sì, in effetti ci sono scene di violenza estrema. Ne ho usate alcune, non molte, ma che rimangono impresse nella mente del lettore. Il finale de Gli Annientatori pare sia rimasto impresso a molti…

N: Beh diciamo che anche Cicatrici non scherza…

G: Cicatrici è più un romanzo alla I segreti di Twin Peaks, Dracula ed io alterna momenti assolutamente comici ad altri lentissimi e crudeli come la morte di Lavinia, un personaggio che ho amato tanto.

N: Bologna in fiamme ci lascia con un mistero irrisolto, cioè il difficile rapporto di Simon, il protagonista, con la polizia. Lo vogliamo svelare?

G: Lo scopriremo nei prossimi romanzi…non temete, anche Dracula avrà molto probabilmente un prequel e un sequel, scopriremo se il Corvo tornerà a tormentare la Betty, che tra l’altro è un personaggio già visto che a sua volta viene da un altro romanzo ancora

N: In questo modo quindi hai risolto il lutto della fine dei romanzi che interrompe il rapporto che si crea tra lettore e personaggio

G: I personaggi che mi piacciono li faccio tornare spesso, non voglio diventare seriale, però ogni tanto faccio vedere che fine hanno fatto Despero o Lajos per esempio

N: Un personaggio molto divertente di Bologna in fiamme è Vitale, che da carnefice adolescenziale diventa vittima da adulto

G: Vitale incarna uno dei personaggi che a scuola abbiamo incontrato tutti, che non è un vero e proprio bullo, è più che altro un rompicoglioni, che ritroviamo invece da adulto fisicamente devastato, che vive in un tugurio orrendo con uno stipendio miserevole dove Simon invece è diventato un uomo di successo con una carriera bellissima. Per una serie di motivi dovranno collaborare per non morire con l’aiuto di un altro personaggio che amo, Linda, inizialmente descritta come sciocchina e frivola ma che poi si scopre avere due lauree. Lei e Simon sono la Bologna Bene, come diciamo noi, mentre Vasco Vitale è la feccia, che abita nel quartiere popolare (che tra l’altro è dove abito io…)

N: Parliamo un po’ di te ora: una sera ti trovi a dover scegliere tra la partita di salvezza del Bologna per la serie A…

G: Facciamo una partita normale, dai, dev’essere sempre per forza quella di salvezza?

N: Ok allora una partita del Bologna allo stadio e un concerto di Bruce Springsteen all’Unipol Arena

G: In realtà mi sono già trovato davanti a questa scelta: Bologna-Marsiglia, finale coppa Uefa, stessa sera c’era il Boss a Milano, ma sono andato a Marsiglia, il Bologna vince sempre

N: Bologna ha la capacità di dare i natali a personaggi tragicomici, come l’Ispettore Coliandro. Ti ci vedi autore di una serie e se si con che tipo di protagonista?

G: Ne ho uno pronto, sulla rampa di lancio, che ha per protagonista un librario un po’ particolare, proprietario di una libreria piccola e pulciosa, che potrebbe diventare il nuovo Sarti Antonio. Come dicevo prima, le serie sono vincenti ma ti intrappolano un pochino, io vorrei scrivere anche altro. Inoltre sono convinto che se la si tira troppo per le lunghe si rischia di stufare il lettore

N: Peter Capaldi alias il dodicesimo Dottore esce adesso dalla famosa cabina blu e ti chiede di viaggiare con lui, dove andresti?

G: Sicuramente a Ginevra nel 1816 per assistere alla creazione di Frankestein, in Piazza Maggiore nel 1980 per il concerto dei Clash e nel 1964 per vedere il Bologna vincere lo scudetto, tra l’altro il Dottore con la sua carta psichica mi farebbe avere accesso in sala stampa…

N: Ultima domanda, un po’ polemica ma doverosa: da scrittore come vedi questo abbandono della lettura? Il romanzo secondo te diventerà sempre più qualcosa di anacronistico?

G: Anacronistico no, semplicemente penso che, per mia esperienza personale, a scuola a volte non vengano forniti gli strumenti giusti per far appassionare i ragazzi alla lettura. Siamo ancora convinti che debba essere fatto attraverso capolavori scritti almeno duecento anni fa. Necessari, ovvio, ma si può partire anche da Harry Potter, che come inizio va benissimo, per poi passare ad altro. I ragazzi devono abituarsi ad avere in mano l’oggetto libro e ad amarlo.
Impara a camminare, poi col tempo imparerai anche a correre.